Il calore come base del benessere
Questa consapevolezza è antica quanto l’umanità: già i nostri antenati si riunivano attorno al fuoco per riscaldarsi.
La crisi energetica come punto di svolta
In risposta a ciò, nel 1976 furono stabiliti i primi requisiti normativi con la legge sul risparmio energetico. Negli anni successivi furono emanati il regolamento sull’isolamento termico (WSVO) e il regolamento sul risparmio energetico (EnEV).
Architetti, ingegneri e il settore edile hanno dovuto adeguarsi per realizzare edifici più efficienti dal punto di vista energetico.
Le sfide dell'isolamento termico
In questo contesto, i committenti e i progettisti hanno dovuto constatare che un singolo intervento di isolamento termico spesso non è sufficiente; talvolta può addirittura causare problemi, ad esempio a causa dell’umidità e della formazione di muffa.
Un esempio in tal senso è rappresentato dagli edifici prefabbricati degli anni ’90, ai quali è stato successivamente applicato un isolamento termico in polistirolo espanso. Che cosa è successo?
- Le facciate sono state coibentate e sono state installate nuove finestre.
- All’improvviso si è formata della „condensa“ sugli intradossi delle finestre.
- Ben presto si è affermato che le nuove finestre fossero „troppo ermetiche“ e che non fosse più possibile il ricambio d’aria.
Perché si verificano problemi di muffa?
In questi punti freddi l’aria della stanza si condensava, proprio come accade con uno specchio appannato in bagno.
Il risultato: umidità e formazione di muffa.
Isolamento termico e qualità dell'aria
Una casa salubre richiede una distribuzione uniforme della temperatura.
Un tempo si credeva nel concetto delle „pareti che respirano“, ma si tratta di un mito.
Oggi è chiaro che:
- Un involucro edilizio a tenuta d'aria è fondamentale per l'efficienza energetica.
- Impedisce l'ingresso incontrollato di umidità.
- La ventilazione dovrebbe avvenire in modo consapevole e mirato, non attraverso fessure o aperture incontrollate.
Il comfort grazie alla giusta temperatura ambiente
La percezione personale del calore varia da persona a persona.
Tuttavia, l'intervallo generale di temperatura in cui ci si sente a proprio agio è compreso tra i 17 e i 24 °C.
La temperatura superficiale dell'involucro edilizio fornisce indicazioni sull'efficacia dell'isolamento:
- Se la parete è fredda nonostante l'elevata temperatura ambiente, una grande quantità di calore fuoriesce verso l'esterno.
- Ciò provoca correnti d'aria e ponti termici, che a loro volta possono causare la formazione di muffa.
Umidità e ventilazione: un delicato equilibrio
L'essere umano produce umidità autonomamente:
- Respirare, cucinare, fare la doccia: tutte queste attività rilasciano vapore d’acqua.
- Una famiglia di quattro persone produce, solo durante la notte, 1,4 litri d’acqua attraverso la respirazione.
- Durante la cottura si generano da 1.000 a 3.000 g di vapore d’acqua al giorno, mentre durante la doccia si generano circa 1.000 g di acqua a persona.
Cosa succede se questa umidità non riesce a fuoriuscire?
- Si accumula negli angoli freddi e nelle fessure.
- Si forma della condensa.
- Le zone umide diventano un terreno di coltura perfetto per le spore di muffa.
La soluzione:
- Ventilazione mirata tramite le finestre o tramite un sistema di ventilazione controllata degli ambienti con recupero di calore.
- Un involucro edilizio a tenuta d'aria che consente uno scambio controllato di umidità.
Conclusione: isolamento termico per un ambiente abitativo salubre
- L'isolamento termico riduce il consumo energetico e le spese di riscaldamento.
- Un isolamento realizzato correttamente previene i danni all’edificio e la formazione di muffa.
- Un involucro edilizio a tenuta d'aria, abbinato a un sistema di ventilazione mirato, garantisce un clima abitativo salubre.